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نظرة يسوع بحسب الإنجيلي متى
الخوري جان صعب
لبنان
يسر.أسرة موقع نور الشرق أن ينظم إلى كتاب نور الشرق كاهن فاضل ونشيط في العمل مع الشبيبة وإلقاء المواعظ الروحية، من كهنة الكنيسة المارونية في لبنان، يقيم روما حالياً ألا هوالخوري جان صعب من أبرشية طرابلس المارونية، طالب دكتوراه في الحق القانوني في جامعة اللاتران الحبرية في روما - إيطاليا. وقد ألقى موضوع هام وعميق باللغة الإيطالية بعنوان " نظرة يسوع بحسب الإنجيلي متى" خلال الرياضة الروحية التي أقيمت للكهنة المقيمين في الكلية المارونية في روما بتاريخ 13 - 14 -11-2008

RITIRO SPIRITUALE
Lo sguardo e il conseguente comportamento di Gesù secondo l’Evangelista Matteo
Padre Jean SAAB
14. 11. 2008 Collegio Maronita – Roma
Meditiamo stasera Lo sguardo e il conseguente comportamento di Gesù secondo l’Evangelista Matteo, e vediamo come Matteo li descrive con molta precisione chiamandoci ad imitarli affinché i nostri sguardi ed i nostri comportamenti riflettano quelli di Gesù.
La Bibbia conosce e descrive una vasta gamma di sguardi. Parla di quello schietto (chiaro) e luminoso che dà gioia al cuore (Proverbi 15,30); “La luminosità degli occhi rallegra il cuore”, e di quello altezzoso che lascia trasparire un cuore superbo (Salmi 101, 5);” non sopporterò l’uomo altezzoso di occhi e superbo di cuore”. si compiace nel descrivere l’occhio attento ai bisogni del fratello (Proverbi 22, 9) “L’uomo dallo sguardo benevolo sarà benedetto, perché dà del suo pane al povero”.
1. Dimmi come guardi…
Prima ancora di ascoltare ciò che una persona ci vuole dire, noi cerchiamo di conoscerla, la valutiamo, la soppesiamo scrutando i suoi sguardi. Perché le emozioni più intense, le passioni più violente, le gioie e i turbamenti più profondi, quelli che non possono essere tradotti in parole, vengono comunicati con gli occhi.
I semiti ritenevano che nell’intimo dell’uomo esistesse una luce che, partendo dal cuore, si proiettava verso l’esterno, passando attraverso gli occhi come da finestre aperte sul mondo. E in questo senso che Gesù parla dell’occhio come della “ lucerna del corpo”: “Se il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! “ ( Mt 6,22 ).
Nei Vangeli sono registrati diversi sguardi di Gesù. Vediamone alcuni: essi ci spalancano una finestra sul suo cuore, e ci fanno capire come dobbiamo vedere il mondo con gli occhi di Gesù.
2. Lo sguardo rivolto al cielo
È lo sguardo che differenzia l’uomo da tutti gli altri animali. Soltanto la creatura umana solleva il capo per contemplare il firmamento; soltanto l’uomo cerca in alto, in Dio, il senso della propria esistenza.
Gli occhi fissi verso il cielo, verso il Padre, hanno caratterizzato tutta la vita di Gesù. Tuttavia, in alcuni passi del Vangelo, viene notato esplicitamente anche il suo gesto esteriore di alzare lo sguardo.
Prima di moltiplicare i pani egli alza gli occhi al Padre (Mt 14, 19). Prima di pronunciare la parola “Effatà” e di aprire le orecchie al sordo, per un momento contempla il cielo (Mc 7, 34), il luogo dove si trova il trono di Dio.
Il suo sguardo indica la direzione verso la quale deve orientare gli occhi chi cerca l’alimento per la vita e la parola che guarisce.
3. Il primo sguardo di Gesù.
Ecco come lo descrive l’evangelista Luca: “Gesù, uscito lungo il mare, osservò un pubblicano di nome Levi seduto al banco delle imposte. Gli disse: “Seguimi “. Egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì”. La sua decisione, improvvisa e radicale, lascia sconcertati. È inspiegabile. Levi non ha assistito ad alcun miracolo; Gesù non è ancora famoso: è conosciuto come il carpentiere di Nazaret. E allora?
Un particolare del racconto ci illumina: Gesù lo osservò. Nel Vangelo secondo Luca questo è il primo sguardo che Gesù rivolge a una persona. È uno sguardo che si rivela subito come irresistibile: è penetrante, è capace di liberare tutto l’essere umano.
4. Lo sguardo che giunge al cuore.
“L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore “( 1 Samuele 16,7).
Lo sguardo di Gesù è quello di Dio: non si ferma alla superficie, ma penetra nel profondo, giunge al cuore, coglie ciò che c’è nell’intimo dell’uomo.
Vediamo alcuni esempi significativi: Gesù è un osservatore attento…scorge il fariseo che, in piedi, ringrazia Dio di non essere come gli altri uomini e, in un angolo, il pubblicano che si batte il petto e non osa alzare gli occhi al cielo (Lc 18,11.13). Gesù non si accontenta di belle parole, Gesù non si accontenta di complimenti: Dio guarda il cuore, Dio vuole il cuore, Dio guarda ai sentimenti, infatti Gesù guarda alla verità che c’è dentro di noi. Gesù gradisce la misericordia e afferma che il cuore del culto è la misericordia, al punto tale che una preghiera senza misericordia non è preghiera: un culto senza misericordia non è culto, anzi è un’offesa a Dio.
Gesù Osserva le persone che si accostano alle cassette delle elemosine… nota i ricchi che fanno le loro offerte generose facendo suonare le trombe per attirare l’attenzione dei passanti (Mt 6,2). Il suo sguardo non è attratto da loro; si posa invece su una vedova, povera, che getta nel tesoro soltanto due spiccioli, quasi invisibili, che non fanno rumore, che possono essere visti unicamente da chi ha uno sguardo che non si lascia ingannare dalle apparenze.
Lo sguardo di Gesù è in perfetta sintonia con quello del Padre “che vede nel segreto”. Gesù valuta la realtà, le persone e le cose secondo i criteri di Dio, per questo raccomanda: “Quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,3-4).
Un altro giorno Gesù incontra un giovane che, candidamente, gli dice: “Maestro, tutti i comandamenti io li ho osservati fin dalla mia giovinezza, che devo fare ancora?”. Gesù, annota il Vangelo, “fissatolo”, lo amò. Questo verbo “fissatolo” in greco, non indica uno sguardo distaccato, indifferente, superficiale; Significa guardare dentro, raggiungere quella parte recondita dell’anima che soltanto Dio conosce.
Gli occhi di Gesù sono limpidi e puri…e perciò, noi cristiani, battezzati, credenti, praticanti, siamo chiamati a guardare con gli occhi di Gesù…siamo chiamati ad abbandonare gli sguardi impietosi e ipocriti, severi e truci dei censori, dei giudici, degli accusatori che impediscono alla gente di incontrare l’unico sguardo che salva, quello dolce e tenero di Cristo.
Luca indica ai cristiani di ogni tempo come devono essere considerate le fragilità proprie e dei fratelli: vanno guardate con gli occhi di Gesù, occhi che infondono fiducia e ridonano speranza, occhi che scoprono, anche nel più grande peccatore, una scintilla di amore e lo aiutano a ricominciare.
5. Dio non ha le nostre ripugnanze
Gesù, figlio di Dio, ci ha rivelato che Dio non ha le nostre ripugnanze.
Racconta il Vangelo: “ Andando via di là, Gesù vide un uomo seduto al banco delle imposte chiamato Levi-Matteo, e gli disse: “Seguimi !”. Egli si alzò e lo seguì “ Levi-Matteo era un peccatore…Perché Gesù si comporta così ? Se egli è colui che svela il volto di Dio, quale volto emerge da questo suo comportamento ?
Continua il racconto del vangelo: “ Mentre Gesù sedeva a mensa in casa di Matteo, il peccatore, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dissero ai discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori ?”. Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significa. Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.
Gesù si comporta così, perché questa è la volontà del Padre.
Chi è il Padre ? certamente il Padre è uno che non ha ripugnanza dei peccatori: Egli li cerca e vuole salvarli ! Questo ci ha svelato Gesù.
Riferisce ancora il Vangelo che, un giorno, mentre Gesù sedeva a mensa in una casa, entrò una donna: era una peccatrice di quella città. Chiunque l’avrebbe cacciata via…Ma Gesù non fa così, perché il Padre non vuole che faccia così: il cuore del Padre, infatti, è diverso dal cuore degli uomini !
Gesù, volgendosi verso la donna, disse a Simone ,il fariseo, l’uomo che ospitava Gesù: “Vedi questa donna? Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Poi disse a lei: “ti sono perdonati i tuoi peccati…La tua fede ti ha salvato, va in pace”.
Perché Gesù usa tanta misericordia? Qual è il cuore di Gesù? E, soprattutto, quale cuore di Dio rivela il cuore di Gesù? Chi è Dio?
6. Dio non ha le nostre paure
Gesù ci svela che Dio non ha le nostre paure. Egli ha chiamato Giuda come suo discepolo, Ma non ha avuto paura a chiamarlo: Dio,infatti non ha le nostre paure!
Nell’ultima cena Pietro ostenta una sicurezza che non ha: Gesù lo sa e annuncia a Pietro l’esito drammatico di quella notte di passione.
Riferisce il Vangelo: “Pietro gli disse: Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte”. Gli rispose Gesù: “Pietro io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi “.
Pietro l’avrebbe rinnegato: eppure Gesù ha fatto di Pietro il primo papa, la prima pietra. Ma non ha paura, Dio, pur sapendo questo, non ha le nostre paure.
Dopo tutto questo, nasce spontanea una domanda: perché Gesù parla così e si comporta così? Quale Dio ha davanti? Quale Dio ci rivela? Quale Dio ci manifesta? Perché Dio rischia così tanto? Perchè Dio non ha paura? Perché Gesù usa tanta misericordia? Cos’è che spinge Dio ad agire così ?
È l’amore che spinge Dio ad agire così… Perché Dio è Padre, è il mio Padre, è il nostro Padre e si manifesta nell’amore come si legge in 1Gv 3, 1-2: “ Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui,
2Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è”.
Merita vivere, se Dio è mio Padre. So attendere, se è lui che mi viene incontro. Sì, se Dio è mio Padre posso stare tranquillo e vivere in pace: sono assicurato per la vita e per la morte, per il tempo e per l’eternità.
Padre Jean SAAB
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